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Convegni

Spettro autistico e neurosviluppo: oltre i segni nucleari – III Edizione

1 Aprile 2026
By webmaster
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Oltre i segni nucleari: la sensorialità come chiave di lettura dell’autismo

Per il consueto aggiornamento dei professionisti sanitari, la Cooperativa Tutti giù per terra si è recata, il 7 febbraio 2026 a Pisa, dove si è tenuto il convegno “Spettro autistico e neurosviluppo: oltre i segni nucleari – III Edizione”, organizzato dall’IRCCS Fondazione Stella Maris, presso l’Auditorium del centro. Questo evento ha rappresentato un momento di alto profilo scientifico, con un focus innovativo sulla sensorialità come dimensione trasversale nello spettro autistico: non più un sintomo collaterale, ma un tassello centrale per diagnosi precoci, interventi personalizzati e strategie inclusive a lungo termine.

L’agenda, dalle 8:30 alle 17:30, ha intrecciato prospettive neuroscientifiche, cliniche e applicative, con relatori di fama internazionale che hanno dialogato su evidenze empiriche e strumenti pratici. Di seguito, un’analisi approfondita degli interventi principali, utile per operatori, famiglie e policy-maker.

Approfondimenti Scientifici e Teorici

Antonio Narzisi (Dirigente Psicologo PhD Neuroscienze, Stella Maris) ha aperto con “L’elaborazione sensoriale nell’autismo: un appello alla ricerca e all’azione”. Rivisitando 36 Randomized Controlled Trials su 2796 partecipanti, ha dimostrato effetti piccola-moderata degli interventi sensoriali su abilità sociali, ansia e depressione. L’appello è concreto: introdurre screening sensoriali routinari (Sensory Profile 2), neuroimaging funzionale e trials su modulazione degli input per una medicina di precisione che riduca l’overload percettivo e promuova benessere familiare.

Maddalena Fabbri-Destro (CNR, neuroscienze cognitive) in “Elaborazione sensoriale e neurosviluppo: quali premesse?” ha radicato le anomalie sensoriali (iper/ipo-sensibilità) in deficit precoci del “motore predittivo” cerebrale. Evidenze da EEG e eye-tracking su neonati a rischio mostrano alterazioni nell’integrazione multisensoriale sin dai primi mesi, con impatti su socialità, funzioni esecutive e modellazione percettiva. Questo quadro invita a protocolli diagnostici neonatali per intercettare traiettorie atipiche.

Simon Baron-Cohen (Direttore Autism Research Centre, Cambridge) ha esposto la “Prenatal Sex Steroid Theory of Autism”, supportata dal Cambridge Child Development Project (600 gravidanze) e Danish Biobank (20.000 campioni). Elevati livelli prenatali di testosterone correlano con cervelli “mascolinizzati” (volume grigio/bianco alterato), spiegando il 4:1 di prevalenza maschile, ridotta empatia, sistematizzazione accentuata e anomalie sensoriali trasversali. Implicazioni: screening ormonali per terapie personalizzate.

Prospettive Cliniche e Comorbidità

Valentina Viglione (Neuropsichiatra Infantile) ha esplorato “Autismo e ADHD in età prescolare: il ruolo dei movimenti ripetitivi e del profilo sensoriale”. Ha differenziato stimming ritualizzato (autismo) da impulsivo (ADHD), evidenziando disregolazione sensoriale maggiore nelle comorbidità (es. avversione tattile + iperattività). Propone Sensory Profile per training psicomotori evolutivi, riducendo overlap diagnostico e migliorando attenzione/sonno.

Giulio Valagrassa (Neuropsichiatra Infantile) ha focalizzato sul “Profilo sensoriale dei bambini e adolescenti con autismo e cammino in punta di piedi”. Questo tratto motorio persistente (20-30% oltre i 5 anni) riflette ipersensibilità tattile plantare e iporeattività propriocettiva, correlata a gravità autistica e ADHD. Strategie: terapia occupazionale integrata per normalizzare deambulazione e funzioni adattive.

Innovazione Tecnologica e Sistemica

Enzo Grossi (Direttore Scientifico, neuroscienze) in “Il puzzle della sensorialità nell’autismo: che aiuto dalla AI?” ha modellato la sensorialità come sistema caotico multifattoriale (genetica, epigenetica, ambiente). L’AI emerge come “super-visore”: machine learning su big data (wearable EEG, eye-tracking) predice crisi, ottimizza CAA dinamica e simula scenari via realtà virtuale, completando il “puzzle” con mappe predittive.

Strategie Inclusive e Pratiche

Lucio Cottini (Pedagogista, Università Urbino) con “Avere nuovi occhi: persona e contesto sensoriale in primo piano per un’inclusione scolastica di qualità” ha proposto un approccio ecologico: adattare ambienti scolastici con zone calma sensoriali, strutturazione visiva, CAA e mediatori peer. Risultati: +30% partecipazione attiva in classi inclusive, trasformando la scuola in spazio terapeutico naturale.

Marcella Di Cara (IRCCS Stella Maris) ha dettagliato “L’uso di ambienti multisensoriali nei bambini e adulti con autismo” (Snoezelen): stanze con luci fibre ottiche, pannelli tattili e suoni modulabili riducono ansia/autolesionismo del 40%, favorendo rilassamento, CAA e autonomia per “Dopo di Noi”. Protocolli: sessioni 20-30′ con monitoraggio outcomes.

Saverio Magagnini e Marco Mariotti (Opera Primaziale Pisana, con Autismo Pisa APS) hanno illustrato la “Sensory Bag”: borsa portatile gratuita (fidget, occhiali sfumati, tappi, pesetti) per visite culturali accessibili (es. Torre di Pisa). Test pilota: -50% ansia, promuovendo auto-regolazione in outing reali.

La CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), come abbiamo sempre sostenuto noi della Cooperativa Tutti Giù Per Terra, andrebbe estesa nei contesti di vita quotidiana per rendere la comunicazione più accessibile a tutti, anche a stranieri che vivono in Italia e affrontano la barriera linguistica. Sosteniamo con forza le idee di Lucio Cottini, che nel suo intervento propone CAA integrata in ambienti scolastici ecologici con zone calma sensoriali e mediatori peer, ottenendo +30% di partecipazione attiva nelle classi inclusive. Questo approccio, esteso a tool multilingue come pittogrammi adattivi e app vocali, si lega perfettamente a Snoezelen (Marcella Di Cara) e Sensory Bag per outing reali, superando

“La città autistica”

Un’eco potente al tema sensoriale del convegno è il libro La città autistica di Alberto Vanolo (Einaudi, 2024), che immagina spazi urbani progettati per neurodivergenti: non utopie, ma città semplici, sostenibili e accoglienti, con meno stimoli eccessivi e più percorsi prevedibili. Dal punto di vista paterno e geografico, Vanolo sfida architetti e urbanisti a normalizzare la diversità neurologica, sovvertendo etichette e creando ambienti che riducano isolamento – perfetto complemento alle Sensory Bag e Snoezelen discussi, per un’inclusione urbana.

Il convegno “Spettro autistico e neurosviluppo: oltre i segni nucleari – III Edizione” ha offerto un contributo scientifico rilevante nel promuovere una lettura dell’autismo che supera una visione esclusivamente sintomatologica, per orientarsi verso una comprensione più ampia e funzionale dei profili di neurosviluppo. L’attenzione dedicata ai processi sensoriali, ai contesti di vita e alle dimensioni ambientali e relazionali sottolinea la necessità di integrare la valutazione diagnostica con una lettura dinamica delle competenze e delle vulnerabilità individuali. In questa prospettiva, l’approccio multidisciplinare proposto dal convegno appare particolarmente coerente con una pratica clinica centrata sulla persona, capace di orientare interventi personalizzati e di favorire una reale inclusione nei diversi contesti di vita.

Ciò che più colpisce non è solo la qualità delle evidenze presentate, ma la crescente convergenza tra ricerca, pratica quotidiana e progettazione dei contesti di vita.

Irene Pellizza


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