“SHOEBOX TASKS – PRINCIPI DI PROGETTAZIONE APPLICATA IN PIU’ CONTESTI”
a cura della Psicologa ed esperta in disturbi dello spettro autistico Dott.ssa Vanessa Radino

La cooperativa sociale Tutti giù per Terra ONLUS nell’ambito del Community Network Approach ha potuto constatare l’utilità delle Shoesbox Tasks per organizzare il lavoro psico-educativo di bambini e ragazzi con Disturbo dello spettro autistico nella terapia abilitativa presso il domicilio e non solo.

Tali attività sono progettate con l’obiettivo di costituire le giuste basi di partenza su cui costruire un percorso educativo di successo.

Le Shoesbox Tasks sono delle scatole di lavoro strutturato che aiutano a superare le difficoltà organizzative in quanto si presentano simili a delle scatole di scarpe in cui la parte superiore è predisposta in modo visivo, intuitivo ed esaustivo. Si rivelano utili in particolare nella fase in cui bambini e ragazzi stanno apprendendo “come imparare” e soprattutto sono utilizzabili non solo da persone con disturbo dello spettro autistico, ma sono state usate con successo anche con bambini non vedenti, con condizioni fisiche e mentali gravemente compromesse, con disabilità intellettiva, con bambini molto piccoli in setting di tipo pre-scolare.

Le Shoesbox Tasks sono state progettate e create dal Dott. Ron Larsen, psicologo esperto sui disturbi dello spettro autistico e riconosciuto a livello internazionale non solo per il trattamento di tali disturbi, ma per aver dato la possibilità reale e concreta a questi ragazzi di un vero e proprio inserimento lavorativo.

Il Dott. Larsen è responsabile del Centering on Children Inc. di Asheville, North Carolina, (USA) dove centrale è l’applicazione della metodologia TEACCH e dei materiali per facilitare gli apprendimenti e l’indipendenza delle persone con difficoltà. E’ proprio al Centering on Children che le Shoesbox Tasks vengono fabbricate ed imballate dai ragazzi con disturbo dello spettro autistico, in un ambiente estremamente organizzato ed inseriti in un team integrato, percependo un vero e proprio stipendio per il lavoro svolto.

Nella nostra realtà italiana, nello specifico a Roma, presso l’Accademia degli Autismi, sita al centro la Collina Storta, il team clinico supervisionato dalla psicologa, psicoterapeuta, esperta in Autismo, Dott.ssa Fabiana Sonnino, è stata creata un’aula appositamente studiata, strutturata ed arredata per permettere ai bambini e ragazzi che frequentano il centro l’utilizzo delle Shoesbox Task.

Molta attenzione viene posta agli spazi e alla presentazione dei materiali e del lavoro, infatti l’organizzazione della stanza risponde a 4 requisiti fondamentali:

  1. Quanto lavoro c’è da fare?  

Le attività sono poste alla sinistra del ragazzo e il numero delle attività da svolgere ben in vista indica quanto lavoro c’è da fare.

  1. Quale è il lavoro da fare?   

La finalità è quella di organizzare le attività  in modo da renderle visibilmente chiare, per cui durante la fase iniziale viene previsto un aiuto fisico diretto, da parte del terapista, per far comprendere al ragazzo il tipo di lavoro che dovrà svolgere.

  1. Quando finisce il lavoro?  

Il lavoro si considera terminato quando tutte le attività  sono state completate e riposte nell’apposito spazio dedicato al “lavoro finito”, posto alla destra del ragazzo, e quando, alla sinistra del ragazzo, non ci sono altre attività.

  1. Cosa succede dopo?

Immediatamente dopo aver completato il lavoro, il ragazzo troverà un oggetto piacevole  (rinforzo positivo) o l’indicazione visiva di cosa fare dopo o di dove andare.

Le Shoesbox Tasks incoraggiano i ragazzi a concentrarsi sugli obiettivi delle attività cercando di ridurre al massimo le distrazioni visive e i conseguenti fallimenti.
La loro utilità sta anche nel supportare l’operatore ad organizzare il lavoro.

Le Shoesbox Tasks sono in totale 37 suddivise in un kit base o curriculum base composto dalle attività dalla 1 alla 16 ed un kit avanzato o curriculum avanzato composto dalle attività dalla 17 alla 37 ed includono una varietà di richieste da quelle più semplici a quelle pre-accademiche e pre-professionali.

Nel dettaglio le 16 attività del curriculum base comprendono:

  • attività dal 1al 4 à si riferiscono a semplici compiti di inserimento di oggetti negli appositi spazi;
  • attività 5 e 6 à si riferiscono a compiti che richiedono motricità fine e coordinamento oculo-manuale;
  • attività 7 e 8 à si riferiscono a compiti che richiedono una corrispondenza uno ad uno;
  • attività dal 9 al 14 à si riferiscono a compiti di smontaggio e assemblaggio;
  • attività 15 à è un lavoro mirato al rispetto dell’ordine;
  • infine l’attività 16 à si riferisce a compiti che richiedono lo smistamento in insiemi.

Le attività del curriculum avanzato completano quelle del curriculum di base e mirano al potenziamento della sfera motivazionale, del lavoro pre-accademico e di quello pre-professionale, mirano al perfezionamento delle abilità motorie, fini e grossolane, hanno lo scopo di ampliare le possibilità di apprendimento aumentando gradualmente il grado di difficoltà e di precisione.

Nel dettaglio le attività del curriculum avanzato 17-37 comprendono:

  • attività 17-25-27-34 à si riferiscono a compiti motivazionali, a volte chiamati “apri-pista per il processo di apprendimento”, perché studiati per attirare l’interesse e l’attenzione dei ragazzi;
  • attività 35-31-29-28-24-22-21 à si riferiscono a compiti di coordinazione dei piccoli movimenti occhio-mano;
  • attività 18-20-26-30-32-33-36 à si riferiscono ad attività pre-accademiche;
  • attività 19-23 à si riferiscono ad attività pre-professionali;
  • infine l’attività 37 à è incentrata sull’apprendimento della “flessibilità”. Le persone con disturbo dello spettro autistico spesso utilizzano gli oggetti in maniera rigida e secondo una routine, per esempio, allineano i blocchi sempre in fila, non raggruppandoli o impilandoli mai. L’attività 37 è stata progettata per dimostrare che gli oggetti possono essere utilizzati in tanti modi diversi. Con un adeguato sostegno ed insegnamento questa flessibilità nell’uso di un oggetto può essere generalizzata al fine di includere altri oggetti in altri contesti.

Il progetto delle Shoesbox Tasks è nato come risposta alle richieste, agli interessi e ai punti di forza evidenziati in molte persone con disturbo dello spettro autistico.
Le attività stesse, come esposto sopra, sono state progettate al fine di supportare e di migliorare le capacità di organizzazione delle persone con disturbo dello spettro autistico.

Anche il formato delle attività rispecchia gli interessi che spesso si osservano nelle persone con disturbo dello spettro autistico.

Non deve mai venire sottovalutato il potere del successo nel portare a termine un compito!

Per questo tutte le  attività delle Shoesbox Tasks sono state progettate per consentire ai ragazzi il conseguimento del successo.
Nella nostra esperienza clinica presso l’Accademia degli Autismi abbiamo sperimentato infatti che il successo induce alla calma e abbassa il livello d’ansia, contribuisce al rafforzamento dell’autostima e diminuisce i comportamenti oppositivo- provocatori e di sfida. Come conseguenza le persone con disturbo dello spettro autistico saranno così in grado di svolgere anche le altre attività e di affrontare le situazioni con soddisfazione e fiducia nelle loro capacità.

Scopo di tali supporti, che utilizziamo assiduamente sia nella pratica clinica presso il Centro sia durante la terapia abilitativa presso il domicilio, è il miglioramento della performance e aumentare il sentimento di autostima e di autoefficacia fondamentali per la motivazione al lavoro.

Nel corso degli anni l’utilizzo di tali scatole ci consentono di affermare con certezza che le 37 attività delle Shoesbox Tasks costituiscono l’inizio migliore per il trattamento e la terapia abilitativa, in quanto:
– offrono una varietà di compiti manipolativi che i bambini più piccoli prediligono;
– richiamano l’interesse comune nei bambini di far sparire ed inserire degli oggetti;
– offrono chiare finalità nei compiti presentati;
– esercitano la capacità visiva che spesso caratterizza i bambini con autismo “Se posso vederlo, posso farlo”, grazie alla chiara comprensione visiva delle attività;
– i materiali utilizzati sono costruiti in modo tale da ridurre al minimo la distrazione da stimoli visivi irrilevanti dovuta a superfici irregolari;
– incoraggiano l’indipendenza perché il livello dell’impegno richiesto è commisurato alle abilità dei ragazzi;
– incoraggiano lo sviluppo delle capacità motorie grossolane e fini.

Concludo affermando che credo fermamente nell’importanza clinica dell’utilizzo delle Shoesbox Task in tutti i contesti di terapia con ragazzi con disturbo dello spettro autistico e sindromi affini per potenziare le abilità emergenti e proseguire il lavoro sull’indipendenza.

Negli anni di pratica clinica abbiamo potuto constatare direttamente l’efficacia delle attività strutturate delle Shoesbox Tasks sostenendo che questi compiti indipendenti favoriscono una maggiore autonomia nelle persone con disturbo dello spettro autistico che le utilizzano con metodicità.

La soddisfazione nel vedere i ragazzi del centro Accademia degli Autismi lavorare in autonomia e motivati è indescrivibile, ancor più se si pensa che questo materiale è stato prodotto da ragazzi con con lo steso tipo di disturbo e che vivono la loro stessa condizione.

“Normale è solamente un programma della lavatrice” con questa frase il dott. Ron Larsen racchiude il senso profondo del nostro lavoro e della nostra mission.

(per maggiori approfondimenti vedi anche: www.mirjac.eu)