Il Tirocinio formativo

7 Febbraio 2010 Non attivi Di admin

 L’esperienza formativa del tirocinio nella “Tutti Giù Per Terra” Onlus 

Fabiana Sonnino, Valentina Cirasella

Il ruolo dei tirocinanti in cooperativa è sempre stato di mutuo scambio e aiuto reciproco. Da anni abbiamo attivato con successo convenzioni con diverse Università e Scuole di Specializzazione (Università “La Sapienza”, Università “Roma Tre”, Università “Ateneo Salesiano”, Università “LUMSA”)

per ottimizzare la formazione sia teorica che pratica degli studenti interessati.

Il tirocinante opportunamente selezionato da un nostro psicologo esperto nella selezione del personale, deve dimostrare reale interesse per l’autismo, la conoscenza delle tecniche, capacità personali e relazionali adeguate. Aggiungerei anche umiltà e voglia di imparare, nonchè amore per la natura.

Per la cooperativa rappresenta anche la possibilità di formare persone che possano in futuro anche collaborare come professionisti.

Sicuramente hanno un ruolo fondamentale durante i diversi laboratori attivati in cooperativa (Laboratorio sull’Autonomia, il Club Socializzante, l’Onoterapia, l’Equitazione Ricreativa). Un supporto prezioso anche durante le Colonie Estive e le Settimane Bianche dando un aiuto concreto agli operatori coinvolti.

 

Percorso formativo di una tirocinante, Valentina, dell’università Roma Tre

“ Quest’anno, essendo la mia ultima esperienza di tirocinio come educatore , ho voluto scegliere un campo che da sempre mi ha affascinato, infatti l’ho scelto anche per la mia tesi, quello dell’autismo.

L’autismo è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo pervasivo dello sviluppo che si manifesta entro il terzo anno di età con gravi deficit nelle aree della comunicazione (turbe qualitative e quantitative del linguaggio), dell’interazione sociale (turbe qualitative e quantitative delle capacità relazionali, con tendenza evidente all’isolamento), dell’immaginazione (uso inappropriato e stereotipato di oggetti) e con problemi di comportamento (auto ed etero aggressività, iperattività fisica accentuata, ipersensibilità alle variazioni dell’ambiente circostante o delle figure di riferimento affettivo. A causa della patologia, le persone “autistiche” incontrano gravi difficoltà e limitazioni nell’adattamento sia in ambito familiare che sociale e scolastico.

Le terapie o gli interventi, di tipo medico ed educativo/comportamentale, vengono scelti in base ai sintomi specifici di ogni individuo mantenendosi comunque oggetto di controversie rispetto alla loro efficacia.Tutto questo fa sì che “solitudine e inadeguatezza” nell’affrontare le difficoltà del vivere quotidiano siano diventati un modus vivendi delle persone con disturbo autistico, delle loro famiglie e degli operatori professionisti.

La famiglia è il più delle volte costretta all’isolamento dalla vita pubblica e sociale principalmente a causa della scarsa informazione presente tanto nella gente comune quanto negli stessi operatori professionisti orientati o disorientati dai modelli di ricerca sposati, della mancanza di personale disponibile adeguatamente formato all’assistenza, dell’assenza reale di un coordinamento e di una semplice “comunicazione” tra i servizi, di una mancata “mediazione” tra la persona autistica e il suo contesto di vita.

La cooperativa tutti giù per terra è una cooperativa senza scopo di lucro che da anni oltre ad occuparsi di autismo si occupa anche di bambini con disturbi relazionali e della comunicazione,al fine di promuovere e coordinare le attività di supporto  necessarie ai bambini.

Questo era il suo scopo iniziale che è andato ampliandosi nel tempo ,attraverso un lavoro d’equipe con le varie figure professionali( neuropsichiatri, psicoterapeuti, logopedisti, educatori,assistenti domiciliari, insegnanti)e con interazione anche con le istituzioni pubbliche e  famiglie.

Questo ha portato a sviluppare gli interventi e le iniziative in maniera mirata verso le reali necessità di questa non trascurabile comunità.

La cooperativa propone  Servizi alla persona, qualificati e mirati specificamente a facilitare l’Autonomia e l’Integrazione Sociale.

Gli obiettivi sull’utenza si dividono in :primari ovvero il conseguimento di una migliore qualità della vita e della sua comunità,reso possibile al raggiungimento di un autonomia personale ,della comunicazione e della socializzazione; secondari, come la riduzione dell’istituzionalizzazione e il sostegno a livello familiare e scolastico.

I servizi offerti dalla cooperativa sono molteplici :

intervento specialistico domiciliare che ha come obiettivi quelli elencati prima ,viene basata principalmente sul programma TEACCH.

Offre servizi alle persone con autismo e alle loro famiglie, formazione e consulenza nelle scuole.

I modi e gli strumenti metodologici si modificano in base all’esperienza e alle idee dei genitori e degli operatori.

Un programma Teacch ben congegnato si svolgerà in tutti gli ambiti significativi di vita del bambino, casa, scuola, ambulatorio.

Lo spazio fisico deve essere progettato per aiutare il bambino a capire dove si svolgono determinate attività: uno schema della giornata va definito e comunicato adeguatamente al bambino con mezzi adatti alla sua comprensione. Questi mezzi sono spesso visivi, come sequenze di fotografie o disegni, spesso visivo-tattili, come sequenze di oggetti, a volte parole scritte o agende.

Questa metodologia permette di gestire i cosiddetti “comportamenti-problema”, che disturbano e preoccupano le persone intorno a lui. Buona parte di questi problemi nascono dalla confusione che l’ambiente presenta per il bambino autistico, ma sono ridotti quando il bambino incontra un ambiente organizzato secondo i principi dell’educazione strutturata.

Inoltre offre servizi sul piano di intervento individuale come la cura della persona,promozione della rete sociale,attività rivolte a potenziare l’autonomia e auto-efficacia;e servizi di tipo specialistico con supporto di nuove figure professionali come AEC(assistente educativo culturale).

Infine è impegnata in settimane bianche e centri estivi dove hanno lo scopo

di favorire lo scambio di esperienze tra genitori e operatori esperti in materia di psicologia dell’età evolutiva, con lo scopo di migliorare il lavoro quotidiano svolto con i bambini e di far sperimentare ai bambini nuove esperienze per loro stimolanti.

 

La mia esperienza di tirocinio si è concentrata :laboratorio “aiutami a stare Insieme” per bambini dai 7 ai 12 anni presso l’istituto Leonarda Vaccari, l’onoterapia e il club socializzante del progetto “Percorrere insieme”, l’equitazione ricreativa per disabili con un adolescente con problemi di comunicazione e osservazioni durante l’intervento domiciliare ad un adolescente con disturbo dell’attenzione e dell’iperattività. Inoltre ho avuto un esperienza davvero formativa di circa 15 ore come aiuto educatore di una bambina borderline con vari problemi associati che mi ha fatto acquisire molteplici competenze e come queste nuove abilità possono aiutare a relazionarsi con queste persone.

Per quanto riguarda il laboratorio presso l’Istituto L. Vaccari che durava circa 3 ore e mezza, il mio compito era affiancare l’educatore. Il tempo era così diviso: nella prima mezz’ora vi era la fase di accoglienza, un momento di socializzazione; nelle ore successive ci si concentrava su attività prevista dal teacch e ogni bambino era affiancato un operatore, inoltre una volta a settimana vi era inserito l’attività di ballo afro- cubano, e le altre 2 volte un laboratori espressivo di artigianato per la produzione di oggetti vendibili ai mercatini di beneficenza che la cooperativa organizza.

L’equitazione ricreativa si concentrava principalmente su una ragazza con problemi relazionali e di comunicazione ed anch’essa ha avuto, secondo me risultati sorprendenti: socializzava, ha acquisito sicurezza ed è riuscita a non dipendere del tutto dalla madre.

L’onoterapia invece sfrutta alcune caratteristiche proprie dell’asino (taglia ridotta, pazienza, morbidezza al tatto, lentezza di movimento e tendenza ad andature monotone) per entrare in comunicazione con il paziente attraverso il sistema asino-utente-operatore. L’operatore svolge le importanti funzioni di facilitare la comunicazione e di addestratore dell’animale.

I progetti di cura prevedono: la conoscenza dell’animale tramite il tatto, valorizzando la mano come strumento di comunicazione e affetto, esercizi in serie e giochi che favoriscono linguaggio, responsabilità e concentrazione. Tale attività fa parte del  progetto “Percorrere insieme”.

Tale progetto, rivolto a 20 bambini tra i 2 e i 6 anni e alle loro famiglie, è realizzato dalla Cooperativa Sociale Tutti giù per Terra in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, e con il professor Michele Zappella.  In un rapporto di cooperazione e sinergie continue tra le figure professionali che operano nel progetto, viene utilizzato il Community Network Approach, una metodologia d’interventi adattati alle esigenze del bambino, della sua famiglia, della scuola e delle realtà sociali in cui è immerso. In questo approccio si da particolare risalto all’aspetto relazionale, affettivo, alla consapevolezza e alla capacità di esprimere a pieno le proprie emozioni per poter motivare il bambino al lavoro e alla collaborazione per il raggiungimento di codici di comportamento sociali e adeguati.

Il progetto si svolge su 2 momenti  essenziali .

1.    Progetto educativo individualizzato;

2.    Il club socializzante  con attività ricreative

L’onoterapia ,per me rappresenta ,a quello che ho visto  una terapia per questo tipo di patologie. Infatti con l’asino ho notato che il bambino era molto a suo agio e riusciva a raggiungere gli obiettivi stabiliti: indipendenza,  socializzazione, comunicazione, relazioni più adeguate.

Infine  per quanto riguarda la mia esperienza nell’assistenza domiciliare con un ragazzo che ha disturbi dell’attenzione . Ho imparato  innanzitutto come funziona l’assistenza domiciliare, che cos’e il PEI e quindi la legge 104.

In conclusione questa mia esperienza è stata positiva e formativa per me, perché ho visto innanzitutto l’importanza del ruolo dell’educatore con i bambini autistici e dell’importanza di lavorare in èquipe con casi così complessi e delicati per migliorare la loro qualità della vita.

Inoltre  ho potuto riscontrare le mie difficoltà : per esempio prima quando c’era una discussione avevo la capacita di irrigidirmi ,chiudermi come si dice “ A RICCIO”. Con questa esperienza ,sono riuscita ad eliminare la mia timidezza (un po’) e far uscire le mie idee.