Il CNA e le Linee Guida Nazionali

9 Settembre 2012 Non attivi Di admin

Il Community Network Approach

 e le Linee Guida Nazionali

per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti

 

Sono state presentate ieri le prime Linee Guida Nazionali sull’Autismo, che rappresentano il primo sforzo della comunità scientifica nazionale per fare chiarezza sui metodi di intervento e tracciare le prime, seppur soggette a future integrazioni  e approfondimenti, indicazioni guida per chiunque operi in questo settore.

 

Il nostro modello di intervento, il “Community Network Approach” (CNA), trova diversi punti di convergenza con gli interventi previsti nelle linee guida ed alcuni dei metodi in esso considerati ed utilizzati, rientrano tra quelli consigliati nelle linee stesse.

Facendo un rapido escursus evidenziamo quanto segue:

 

– “il modello Teacch ha mostrato di produrre miglioramenti sulle abilita motorie, le performance cognitive, il funzionamento sociale e la comunicazione in bambini con disturbi dello spettro autistico…..”, e’ quanto riportato nelle guide, e quanto previsto nel CNA:

 

– Il parent training e il coinvolgimento attivo dei genitori nel loro ambito di vita, che rappresenta uno dei punti chiave del CNA, è raccomandato dalle linee guida. Infatti il programma di intervento mediato dai genitori “nei bambini e negli adolescenti con disturbi dello spettro autistico …… può migliorare la comunicazione sociale e i comportamenti problema, aiutare le famiglie ad interagire con i loro figli e promuovere lo sviluppo e l’incremento della soddisfazione  dei genitori, del loro empowerment e benessere emotivo”.

 

– “E’ indicato l’utilizzo di interventi a supporto della comunicazione”: tra le raccomadazioni delle linee guida quindi rientrano gli interventi con la comunicazione aumentativa, previsti ed utilizzati nel CNA.

 

– le Line Guida pongono l’accento sull’efficacia dei programmi intensivi comportamentali rivolti in particolare ai bambini in età prescolare confermando quanto previsto nel modello del Community network Approach dove’ e’ sottolineata la necessità dell’intervento precoce e l’opportunità di modulare l’intervento fino a renderlo ad altà intensità,  in proporzione alla gravità, per i bambini più piccoli appunto.

 

– “e’ consigliato inoltre l’uso della terapia cognitivo-comportamentale per il trattamento della commorbidità con disturbi d’ansia nei b. con sindrome di asperger o autismo alto funzionamento” come previsto anche nel c.n.a.

 

– ultima nota il lavoro sulle abilità sociali che si fa nel C.N. A. è considerato promettente mentre gli interventi che utilizzano nuove tecnologie sono statisticamente significativi e raccomandati

 

 

Ricordando infine che il CNA è per sua natura un intervento così detto eclettici, per i quali le linee guida riportano testualmente quanto segue(pag 45 e 46 delle LG):

Il secondo studio di coorte (n=78)11 confronta a 1 anno l’intervento ABA (20 ore a settimana, con rapporto 1 a 1 tra bambino e operatore) con l’intervento eclettico (che integra i principi di 3 modelli: Developmental di Rogers, Developmental individual difference relationship (DIR) di Greenspan e TEACCH), in una popolazione di bambini,a maggioranza maschi (n=71), di età media 25 mesi (range 15-35 mesi), con diagnosi

di autismo (correttamente posta secondo i criteri DSM IV e l’applicazione del punteggio di cut-off dell’ADI-R). I risultati indicano che la diagnosi di disturbo dello spettro autistico rimane stabile nei due gruppi (99%), entrambi i gruppi migliorano significativamente (rispetto al baseline) nelle abilità cognitive verbali, nella socializzazione e nella comunicazione, ma non ci sono differenze di efficacia tra gli interventi. Inoltre, una minore gravità del quadro clinico al baseline è associata con miglioramenti maggiori nelle abilità adattative e cognitive. Infine, all’interno del gruppo di soggetti con minore gravità clinica l’intervento eclettico produce un miglioramento maggiore rispetto all’ABA nella comunicazione e nella socializzazione (come rilevato dai genitori), ma non nel livello cognitivo.”